Comunità locali e dinamiche globali, la ricerca di un equilibrio

Una delle contraddizioni più evidenti degli ultimi anni è quella tra lo sviluppo economico delle comunità locali e gli interessi della filiera monopolistica internazionale. Partiamo dal lessico: cosa indichiamo con filiera monopolistica internazionale? L’insieme degli interessi di holding che negli ultimi anni vantano capitali addirittura maggiori rispetto ai debiti pubblici di Stati a capitalismo avanzato. Prendiamo ad esempio BlackRock, il maggiore fondo al mondo di gestione del risparmio, il cui patrimonio finanziario è di oltre 6 mila miliardi di dollari, quasi il triplo del debito dell’Italia. I capitali commerciali di simili colossi sono in grado di condizionare e determinare gli indirizzi politici dei governi nazionali e sovranazionali, la vita delle grandi aziende e i loro indotti. Ecco restituito il senso del termine filiera. Meno dell’1% della popolazione mondiale detiene metà della ricchezza mondiale complessiva. Ciò è un rifesso di una dinamica economica i cui effetti immediati sono da un lato la preponderanza assoluta sul mercato di società private detentrici di capitali, e dall’altro il consolidamento di strumenti di direzione (FMI, Commissione Trilaterale, ecc.) economica, politica e militare dei governi nazionali e delle ulteriori articolazioni istituzionali sovranazionali, mediante accordi e imposizioni volti ad aumentare a dismisura i profitti ed instaurare nuove regole di sfruttamento della forza-lavoro e delle risorse naturali.
Prediamo la questione delle risorse, e cerchiamo di esporre un caso concreto di quanto sostenuto finora: si pensi alla mancata istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina e alle richieste di ricerca e estrazione entro le 12 miglia da parte di un colosso dell’industria petrolifera.
Il governo Renzi ha rifiutato l’istituzione del parco, che rappresenta una occasione per l’economia delle comunità locali. Di contro, la risposta alle istanze territoriali e regionali sembra inequivocabilmente presente nello Sblocca Italia.
Il decreto prevedeva che il Piano delle aree dovesse essere concertato con regioni ed enti locali; in attesa dell’elaborato concessioni e permessi potevano essere rilasciati a chiunque. Per non trasformare questo nodo in quesito referendario, il Governo fece decadere la norma, per poi riproporla qualche mese dopo tramite il decreto Calenda, col quale si ribadiva la possibilità di ricerca e di estrazione di idrocarburi liquidi e gassosi in terraferma, nel mare territoriale e nelle piattaforme continentali, oltre al recupero degli stessi entro le 12 miglia.
Le procedure di estrazione, è noto, sono estremamente invasive e causano ingenti danni alle comunità locali sotto vari profili: tendono ad annullare gli elementi di biodiversità; hanno un alto impatto sul piano dell’inquinamento delle acque, danneggiando così pesca e turismo; finiscono per desertificare le economie locali a causa delle modifiche unilaterali compiute nei confronti dell’ambiente.
I risultati di simili scelte sembrano produrre due conseguenze opposte: Alle comunità locali, già fiaccate dal processo di restringimento della base produttiva coniugato allo smantellamento del welfare state di matrice keynesiana, la distruzione di economia di piccola scala ed ambiente; ai grandi gruppi finanziari invece grandi profitti. A tal proposito, e con l’intenzione di chiudere il cerchio di questa deduzione, trovo utile fornire un piccolo dettaglio spesso trascurato: la richiesta di ricerca ed estrazione in Abruzzo venne avanzata da una società statunitense, la BlackHopper, una delle tante società satellite della… BlackRock, il cui fondatore è, ovviamente il signor Rockefeller, magnate indiscusso del petrolio mondiale.
La contraddizione con la quale avevamo aperto l’articolo fa sorgere un’altra domanda: rispetto a queste dinamiche che paiono incontrollabili, oltre che altamente impattanti sulle vite dell’ambiente e delle popolazioni locali, ci si chiede qual è il ruolo della politica e, quali interessi dovrebbe tutelare la rappresentanza democratica. Non ho una risposta immediata, ma questo non deve impedire di porsi tali domande.