90 giorni di ordinaria amministrazione

Scongiurata l’ipotesi tecnica, la più lunga crisi istituzionale post elezioni si è chiusa, con tutti i protagonisti che –usando buon senso – hanno deciso di anteporre il bene del Paese ai propri capricci personali. Proviamo a riavvolgere il nastro di questi mesi convulsi.

Il primo mese è dedicato alle consultazioni tra Centro Destra e M5S; Berlusconi si, Berlusconi no, il primo mese va a vuoto, ma i mercati sono ancora tranquilli.

Secondo mese: non volendo governare con Berlusconi, l’M5S apre clamorosamente al PD, con lo stesso esito del 2013, nulla di fatto e PD apparentemente spaccato. Mercati silenti ma vigili.

Terzo mese: Salvini molla la coalizione di Centro Destra, l’M5S ritratta; nasce il contratto di Governo.

Dopo diverse settimane di redazione e compromesso, contratto e Governo sono pronti. A sorpresa viene incaricato Premier il Prof. Avv. Giuseppe Conte, che sale al Quirinale, ma qualcosa va storto; i mercati impazziscono, l’Europa non è convinta, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si impunta sulla nomina del Prof. Paolo Savona, apparentemente antieuropeista, a Ministro dell’Economia. In un breve discorso, spiegherà le ragioni della nomina negata, incaricando Carlo Cottarelli di formare un Governo tecnico.

Il finimondo: il M5S invoca l’impeachment, Salvini grida allo scandalo delle interferenze europee, alcuni politici stranieri parlano a vuoto, altri cercano di correggere il tiro, i giornali tedeschi fanno vergognose vignette stereotipate sull’Italia e sugli Italiani e chi più ne ha più ne metta. All’ultimo minuto qualcosa cambia. Di Maio, dopo aver incassato la batosta (apparente) di esser stato usato da Salvini, sospettato di voler far saltare tutto senza il Prof. Savona, sfruttando il crescente consenso nei sondaggi e andando al voto subito col centrodestra unito oltre il 40%, ha la brillante idea di “spostare di Ministero” il Prof. Savona, mettendo a sua volta Salvini con le spalle al muro: o accetti e governiamo insieme per il bene del Paese, o dimostri all’Italia intera che vuoi solo fare i tuoi interessi. Politicamente geniale.

Conte risale al Colle, Mattarella è convinto. Termina col “lieto fine”, la più brutta vacatio della storia repubblicana italiana: tre mesi senza Governo nei quali le forze politiche (e gli italiani stessi sui social) hanno dato il peggio di loro, rendendo evidente la necessità di un miglioramento della classe politica, ma anche della cittadinanza italiana. Butto lì una provocazione: negli USA è istituzionalizzato il diritto ad essere felici; la nostra Costituzione dovrebbe prevedere quello alla coerenza politica.

Partiamo da Lega e M5S, eterni indecisi sull’Euro e sull’Europa, hanno condotto una campagna elettorale fomentando l’odio della popolazione nei confronti dell’Unione Europea, artefice di tutti i mali italiani, salvo poi, con lo spread e l’aumento dell’IVA, dire che non c’è nessuna voglia di uscire dall’Euro e dall’Europa; una truffa ideologica elettorale per tenere buoni i mercati finanziari.

Per non parlare del fatto che si sono sempre dichiarate agli antipodi; ma si sa, in amore gli opposti si attraggono. Tuttavia, se Renzi apre a Berlusconi, è definito “inciucio”, se Lega e M5S si coalizzano è una alleanza programmatica per un contratto di governo, fatta per il bene del Paese. Berlinguer, Moro e compromesso storico scansatevi proprio dinanzi a cotanto senso di responsabilità istituzionale. Come dimenticare poi il Premier non eletto dal popolo. La maggioranza del popolo italiano è convinto che non eleggiamo un Premier dai tempi di Berlusconi; in cosa il Prof. Avv. Giuseppe Conte sarebbe diverso dagli altri allora?

Lo hanno chiamato “Governo del Cambiamento”, mi chiedo quale cambiamento c’è in una squadra di governo composta per metà da un usato sicuro, retaggio di vecchie forze politiche e per l’altra metà da politici senza adeguati titoli (ricordiamoci le critiche ai precedenti governi per la presenza di ministri non laureati). Un esecutivo basato su un “contratto di governo” che – non me ne voglia il Prof. Avv. Giuseppe Conte, Ordinario di diritto privato che sicuramente della materia capisce più del sottoscritto è giuridicamente nullo per indeterminatezza dell’oggetto, stante la mera elencazione di buone intenzioni o indicazioni di principio non suffragate da un minimo di garanzie economico/programmatiche a sostegno.

Con queste premesse, nutro tanti dubbi: ma in democrazia la maggioranza vince ed ha il sacro diritto di governare per il bene del Paese, spero che questo governo faccia quadrare i conti senza contraddirsi con le promesse.

In conclusione, non guasterebbero un po’ più di coerenza ed onestà intellettuale, per alzare la qualità del dibattito e della politica, nonché per evitare squallide guerre civili condotte dai cittadini sui social network. I politici non sono tutti criminali, ma il riflesso dei cittadini che li votano; piuttosto che individuare un nemico comune sarebbe meglio farsi un esame di coscienza e capire cosa va e cosa non va davvero in Italia.