Una giornata senza l’Unione Europea

Di Mattia Ciotti

Se potessimo vivere una giornata senza l’Unione Europea, come se non esistesse, ci renderemmo conto di quanto questa sia importante nel nostro quotidiano, di quante cose consideriamo scontate. Scrive così, Alessia Mosca in uno dei suoi libri.

Un’osservazione che lascia riflettere, in questi giorni in cui è stato ufficializzato, a fatica, un nuovo governo in Italia. Il primo esecutivo dell’Europa occidentale euroscettico. Si rinnova così il dibattito su chi difende l’Unione Europea, la sua moneta unica, ne trae benefici e chi, attraverso discutibili piani, minaccia o studia di uscirne al più presto. Niente di più  sbagliato per una nazione come l’Italia.

Il nostro paese è quello che ha innumerevoli vantaggi dallo stare nell’Unione. Sostegno alle regioni più fragili, che si tratti della ricostruzione post-terremoto, della cinta murata de L’Aquila o dello sviluppo del microcredito in Sardegna. Le regioni italiane, soprattutto quelle economicamente meno sviluppate, beneficiano dei fondi strutturali per correggere le disparità eccessive tra le regioni.

L’Europa permette acquisti online più sicuri, promuove la crescita, l’occupazione, soprattutto nell’Europa Meridionale, la più colpita dalla disoccupazione, anche a causa del forte indebitamento degli Stati che blocca gli investimenti. L’Euro, nonostante sia stato oggetto di critiche e sia stato accusato dall’aumento dei prezzi, offre molti vantaggi pratici ai cittadini. L’euro ha reso più semplice viaggiare, perché non occorre cambiare la valuta, risparmiando miliardi di euro sulle commissioni ogni anno. La moneta unica rende possibile il confronto dei prezzi, i consumatori possono acquistare molti prodotti a prezzo più basso all’estero. Con l’Unione Europa la vita è meno cara. Il mercato unico europeo, in vigore dal 1993, ha consentito, grazie all’eliminazione dei dazi, un’offerta dei prodotti più ampia e variegata. Grazie alla concorrenza e alla fine dei monopoli nazionali, molti beni e servizi costano oggi meno di prima.

Fine settimana a Madrid o Londra? Con l’Ue è possibile, grazie alla concorrenza delle compagnie aeree, i prezzi negli ultimi anni sono crollati e tutti i cittadini possono viaggiare. Certo non tutto è perfetto e sarebbe inutile negare le distorsioni e le problematiche connesse alla costruzione europea, ma non è abbattendola che le risolveremo. Cosa potrebbe accadere invece agli Italiani senza Euro e Europa e con una nuova lira?

Inflazione; non avendo più vincoli comunitari imposti da Bruxelles, lo Stato sarebbe libero di stampare quantità enorme di moneta, con conseguente crescita dell’inflazione, che potrebbe toccare la doppia cifra come negli anni settanta e ottanta. A farne le spese sarebbero in primis i lavoratori dipendenti e pensionati, coloro cioè che hanno un’entrata fissa, a causa del crollo del potere di acquisto. Rispetto ai mutui immobiliari, essendo stipulati in euro, diventerebbero sempre più cari perché la nuova lira non riuscirà a mantenere il passo della vecchia moneta unica. Non essendo autosufficienti per il mercato energetico, inoltre, acquistare gas e elettricità sui mercati esteri, con una lira svalutata, determinerebbe un sovrapprezzo delle bollette. Inevitabile anche un aumento della disoccupazione a causa di tutti questi elementi di contrazione del mercato.

Credere nell’Europa quindi, nell’Unione con tutti gli Stati membri, senza nascondere difficoltà e contraddizioni e lavorando per migliorare questa comunità. Crescita e prosperità non sono dati dobbiamo conquistare il futuro giorno per giorno.

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