Oltre i dazi. L’opportunità digitale per il Made in Italy

Di Emanuela Margherita Tieri

L’Italia , tutta, vive ancora grazie alla piccola e media imprenditoria, in grado di generare ricchezza, che poi viene spesa a favore della collettività. Non è mia intenzione entrare del merito della gestione di come e quanto tale ricchezza venga spesa, del ritorno in termini di servizi erogati ma vorrei ci soffermassimo su alcuni aspetti, di chiara evidenza a ciascuno di noi.

Viviamo in un momento storico in cui la comunicazione, di ogni tipo, passa per la rete. Da essa bisogna, dunque, attingere gli strumenti da utilizzare per il raggiungimento di obiettivi di qualsivoglia natura. Scendendo più nel particolare della nostra amata terra, mi corre l’obbligo sottolineare come una certa noncuranza tecnologica ci faccia perdere occasioni di sviluppo, accompagnata spesso anche da una certa resistenza nell’approccio ai mercati esteri in forma cooperativa.

Tutti noi conosciamo il peso, in termini di profitto, dell’italian sounding oltre al Made in Italy e di quanto sia importante per la nostra bilancia commerciale l’aumento dell’Export. Concetti, questi ultimi in antitesi all’idea che tanto pericolosamente si sta diffondendo dell’introduzione dei dazi e del protezionismo e al concetto autarchico dei consumi a chilometri zero. Non possiamo non puntare sul commercio estero, in flessione negativa negli ultimi anni , non solo verso i paesi membri dell’Europa, ma anche verso Usa, paesi Opec e Cina, che comunque ci garantisce ancora un avanzo commerciale. Tutti questi aspetti sono strettamente correlati tra di loro e meritano una trattazione approfondita specifica , qui però si vuole suggerire come incrementare l’export, con evidenti benefici sulla nostra bilancia commerciale partendo dal digital marketing.

Ciò che si intende suggerire è l’utilizzo di piattaforme digitali che vengono utilizzate nelle Cashless Society, tra le quali merita grande considerazione soprattutto la Cina. La sua egemonia economica puo’ essere fonte di crescita anche per noi. Ciò è possibile anche avvicinandoci all’utenza cinese, permettendole di scegliere di spendere nel nostro paese, mediante i loro mezzi. Tali mezzi sono appunto queste piattaforme digitali che hanno milioni di account. Tra esse le più importanti Alipay del gruppo Alibaba e Wechat Pay. Il funzionamento è similare, integrabili entrambe su piattaforme digitali utilizzate qui da noi ma non fruibili dall’utente cinese che come sappiamo ha l’accesso negato a molti siti utilizzati quotidianamente da tutti noi.

Qualsiasi impresa o societa’ , piccola o grande che sia, può integrare nei propri serve platformr questi social media payment raggiungendo dunque mercati altrimenti inesplorati, avvicinando domanda e offerta di servizi e prodotti ed innescando virtuosamente un processo di integrazione digitale, volgendolo al profitto e allo sviluppo economico e di relazioni.

Il mondo spaventa se non lo si conosce, altrimenti diventa una grande opportunità, la sfida dunque è portare i soggetti più deboli ad acquisire le nozioni di base per competere in un sistema globale. Rinchiudersi nelle proprie frontiere può apparire rassicurante nell’immediato ma ci condanna al declino nel medio periodo.