Se questi sono diritti umani

Di Mattia Ciotti

«Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.» Recita così il primo articolo della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, documento firmato a Parigi il 10 dicembre 1948.

Argomento,quello dei diritti umani, che torna alla ribalta dopo l’ignobile vicenda della nave “ Diciotti “,  ferma per 10 lunghissimi giorni al molo di Levante del Porto di Catania con a bordo 177  migranti.  Ostaggi, privati di libertà e del diritto alla vita,  in condizioni critiche (si registrano casi di scabbia per gli uomini e seri problemi ginecologici per le donne), dopo che i 27 minorenni avevano ottenuto per il via libera a scendere, anch’essi provati e usurati dal viaggio.

Il Ministro dell’Interno Matteo Salvini, sotto inchiesta, insieme al suo capo di gabinetto Matteo Piantedosi per sequestro di persona, che come sempre utilizza toni propagandistici e  condotta ai limiti della legalità, non intende arretrare e conferma la sua linea.

Per Salvini del resto questa vicenda rappresenta uno spartiacque: vuole tenere la barra ferma anche perché se accettasse una marcia indietro tutti sarebbero autorizzati a pensare che al di là dei toni muscolari lui cede. E sarebbe un segnale di debolezza. Dunque si va fino in fondo.

Allineato con Salvini, per non destabilizzare il governo ed in contrasto con alcuni esponenti del suo partito (vedasi la vicenda del Presidente della Camera Fico, favorevole ad accogliere i profughi), l’altro Vice Premier, Luigi Di Maio che dichiara anch’egli guerra all’Europa e striglia i partner europei, che non accolgono i richiedenti asilo. I toni forti del leader dei 5 stelle rispondono anche all’esigenza di non lasciare alla Lega campo libero su un tema sensibile, capace di spostare le intenzioni di voto, in vista delle europee.

Un’imbarcazione che per dieci giorni è stata al centro di un braccio di ferro tra Italia e Europa per la ricollocazione dei rifugiati. A farne le spese sono state le persone a bordo della nave, ostaggio di trattative tra stati, e ministri scellerati che in ogni tragedia trovano, senza vergona, l’ occasione per ottenere consensi e fare campagna elettorale.

Questa odissea è terminata solo nella mezzanotte tra il 25 e il 26 agosto con lo sbarco delle restanti persone rimaste a bordo della nave. Dopo le rapide procedure di fotosegnalamento e prima identificazione, i migranti sono stati fatti salire su tre pullman diretti verso l’hotspot di Messina.

Tutto questo grazie all’aiuto dell’Albania, disposta ad accogliere parte dei migranti, alla collaborazione della Chiesa Italiana che aprirà le porte, il cuore e il portafoglio. Disponibile anche l’Irlanda ad accogliere i profughi dopo la visita papale nel paese di  San Patrizio. E poi tutte le trattative in stato avanzato con Serbia e Montenegro.

Ma chi è, o chi sono davvero i responsabili di queste tragedie? Se oggi ci troviamo nei pasticci con la gestione degli sbarchi e dei richiedenti asilo, parte delle responsabilità sono di tre leggi ratificate dal governo Berlusconi in carica dal 2001 al 2006. Di cui la Lega era fedele alleata. Trattato di Dublino, Legge Bossi-Fini, emendamenti alla convenzione Sar e Solas. Queste tre norme sono all’origine di tutto ciò che non funziona nella gestione dei richiedenti asilo in arrivo dall’Africa, in questo caso della nave Diciotti. Tre norme, approvate tra il 2001 e il 2004 . Anni in cui al governo c’era Silvio Berlusconi, insieme alla Lega Nord.  Viene da sorridere perché è proprio il partito della Lega Nord chiamato a gran voce dall’elettorato per spegnere il fuoco immigrazione. Curioso, ad esempio, vedere Salvini sbraitare contro la Convenzione di Dublino, ratificata nel 2003, secondo cui il primo Stato membro in cui vengono memorizzate le impronte digitali o viene registrata una richiesta di asilo è responsabile della richiesta d’asilo di un rifugiato. Già allora non ci voleva molto per capire che un simile regolamento sarebbe stato un problema per i Paesi di confine, soprattutto quelli che affacciano sul Mediterraneo, in caso di crisi umanitarie.

Siamo di fronte insomma ad una situazione problematica, gestita da egoisti a cui non interessa costruire un’Italia solidale, nuova occupazione e garantire diritti uguali per tutti. Non dite però a queste persone, che il vero nemico, la causa di tutti i loro crucci, è davanti a loro, allo specchio.