Platone, Ferraris, Gibran e i vaccini. Ricomincia il Liceo

Di Cesare Augusto Scipioni

Aprendo il mio ebook, alla ricerca di una lettura che mi estraniasse dalle ansie dell’inizio del nuovo anno scolastico, ho ritrovato un libro che avevo solo parzialmente letto, e quale momento migliore per finirlo se non questo, mi sono detto. “Postverità e altri enigmi” di Maurizio Ferraris, mi ha ricordato uno dei tanti discorsi di Platone, in cui il folosofo greco enunciava la verità come  una connessione, o meglio simploké; questa connessione, però causa l’esistenza di una postverità che, secondo Ferraris, nasce dalla corrente postmoderna e sviluppa poi una filosofia tutta sua, quella postruista.

Non essendo questo un trattato filosofico né di critica letteraria, non perorerò ulteriormente la causa ferrariana, in cui lui propone come soluzione a questo sgradevole fenomeno, una sorta di via di mezzo, tra una “ipoverità”, risultato di schemi concettuali arbitrari, e, identificabile alla neutra realtà, una “iperverità”,  ottenendo dunque una “mesoverità”.  Se tutto ciò vi sembra distante e che quindi non attuale o riguardante voi, vi propongo questa citazione tratta appunto da questo libro: “la postverità è un oggetto sociale reale che si esercita su materie di pubblico interesse e si manifesta nel web, da intendersi come l’erede dell’ opinione pubblica”. La postverità quindi non è una semplice menzogna, sicchè queste esistono da che l’uomo cammina su questa terra, mentre un fenomeno del genere trova legna da ardere giusto da quando anche chi non sa, parla.

Come il capitalismo costituì l’essenza dell’ Ottocento, la postverità costituisce l’ essenza di questo secolo. Questa infatti è radicata nella nostra società e pare, almeno per chi se ne rende conto, una piaga da cui non ce ne si può liberare. Ogni piaga, ogni malattia ha un focolaio e in questo caso sono i media. Grazie ad essi tutti possono esprimere la propria opinione, e fin qui va tutto bene; il fatto, però, che i giudizi di tutti abbiano lo stesso valore non è sempre positivo: nonostante l’ obbligo vaccinale  sia di solamente quattro principali malattie (poliomielite, difterite, tetano ed epatite), la soglia di sicurezza minima per la copertura di vaccini (95%) non è raggiunta da nessuna di queste; un buon contributo a ciò è stato dato da tutti coloro che, ignorando l’istituzione medica e il buonsenso, si è posta sullo stesso piano accademico di chi i vaccini li ha studiati per anni. Non è questo il solo caso in cui la postverità sovrasta l’ingegno umano e di certo non terminerà qui. Molti cavalcano l’onda del postruismo e, uno su tutti Donald Trump, permettono la sconfitta della verità tanto analitica quanto ermeneutica.

Chi trova una possibile risposta con la mesoverità, chi si schiera, invece, da un estremo o da un altro, chi addirittura si rifiuta di vedere ed accetta tutto ciò che gli viene posto davanti; io ritengo che tutto questo sia nato con la decadenza dei pensieri forti, degli ideologismi più viscosi e privi di svincolamenti, e che quindi, abbracciando nuovamente i pilastri di una società fino a qualche decennio fa così laboriosa e speranzosa, la connessione perduta, possa finalmente essere ritrovata. Perché, per citare un grand’uomo come Khalil Gibran: “Nulla impedirà al Sole di sorgere ancora, nemmeno la notte più buia. Perché oltre la nera cortina della notte, c’è un’alba che ci aspetta”.