Miniere: tutto è eterno se trattato con rispetto

Di Erika Iacobucci

Se un italiano di una cava di Carrara dava un solo colpo di martello di traverso, era sufficiente solo questo colpo di martello di traverso perché attraverso questa decisione irrevocabile quell’operaio, questo cavapietre, decidesse per l’eternità temporale di quel marmo. Nell’operazione della vecchia materia tutto conta. E tutto conta per sempre. Tutto è irrevocabile. Tutto non è disfacibile. Tutto è inesorabile: dunque tutto è eterno. Da qui il rispetto”. Seconda Elegia, XXX, 1908, Charles Péguy.

Tutto è eterno se trattato con rispetto. Termini come “recupero” e “rifunzionalizzazione” costituiscono oggi terreni favorevoli per il dibattito culturale e politico. E’ compito della politica infatti aprire percorsi sui quali è possibile indurre pratiche virtuose di risparmio di territorio, di conservazione di paesaggi e di salvaguardia dei delicati equilibri territoriali e ambientali.

La repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.” Il patrimonio è qualificato dall’Art. 9 della Costituzione come patrimonio “della nazione”, non patrimonio dello Stato, Ente o apparato amministrativo, bensì della nazione intesa come comunità umana avente una propria identità di lingua, cultura, tradizione, religione, etnia.  I beni devono essere riconosciuti come portatori di una qualità unica e irripetibile e perciò identitaria all’interno di ciascuna comunità.

Un sondaggio americano del 2016, realizzato dalla testata americana USNews, piazza l’Italia sul podio per quanto riguarda cultura e patrimonio storico e architettonico. La stessa Italia possiede anche un vasto patrimonio geominerario. I siti minerari dismessi rappresentano la tipica sintesi di patrimonio geologico, naturale, paesaggistico, culturale, archeologico, storico-artistico e industriale, a partire dal quale si sono sviluppate aggregazioni sociali e stimoli di progresso legati all’attività estrattiva. Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio riconosce i “siti minerari di interesse storico ed etnoantropologico” quali beni culturali da tutelare. I resti e le testimonianze di attività estrattiva costituiscono una ricchezza di dati scientifici e un nucleo di potenzialità divulgative, culturali e turistiche non ancora pienamente espresso.

Lo scorso 30 agosto in Abruzzo è stato siglato il Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione del Patrimonio minerario dismesso della Majella localizzato nei Comuni di Abbateggio, Bolognano, Caramanico, Lettomanoppello, Manoppello, Roccamorice, San Valentino in A.C., Scafa, Serramonacesca, Tocco da Casauria e Turrivalignani. I soggetti promotori delle attività di tutela e valorizzazione sono il MIBAC e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio d’Abruzzo, la Regione Abruzzo, la Provincia di Pescara, l’Ente Parco Nazionale della Majella e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani Abruzzo.

Tutti i soggetti firmatari del Protocollo d’intesa convengono sulla necessità di operare sinergicamente per la conoscenza dei siti minerari dismessi e degli opifici industriali e la loro promozione, nonché per l’analisi degli eventuali immobili pubblici ricompresi nel perimetro del Parco Nazionale della Majella. Non vi è più l’immagine abituale con cui veniva percepito l’Abruzzo come tipica regione agro-pastorale. Più che la ricerca storica, è stata una grande tradizione letteraria ad imporre questo classico stereotipo, facendone senso comune e visione diffusa. Luoghi comuni che hanno richiamato altri luoghi comuni: isolamento, arretratezza, perifericità. Al contrario la prevalente montuosità dell’Abruzzo, solitamente percepita come fattore di isolamento e arretratezza, risulta oggi ad un’analisi più attenta, aver favorito integrazione e vitalità. In una visione di sistema che include l’evoluzione in senso ambientale dell’economia, si evidenzia che il turismo abruzzese è inseparabile dai beni che lo generano, tanto ai fini della <<governance>> quanto ai fini produttivi.

Attilio Celant nota che il turismo in Italia è molto più di quanto comunemente viene inteso con questo termine.  E’ valorizzazione del tessuto storico-culturale, tutela del paesaggio, restauro e manutenzione del patrimonio artistico, ma anche abitativo e residenziale; è trasporti e accessibilità; è organizzazione del tessuto sociale; il tutto inquadrato in un contesto di: compatibilità economica, sostenibilità ambientale, capacità organizzativa, intraprendenza imprenditoriale; efficace rispetto e moderna tutela del territorio e di tutte le sue risorse. Il turismo, prima ancora di essere servizio è espressione del territorio, di una realtà che, specie in un paese come l’Italia, ma soprattutto in una regione come l’Abruzzo, è contraddistinta dalle specificità ambientali, paesaggistiche, storiche e culturali che il territorio sintetizza e che costituiscono la vera struttura dell’offerta.

Il patrimonio immobiliare del settore pubblico, centrale e territoriale, costituisce un valore sociale ed economico di fondamentale importanza per il Paese, presenta ampie zone di potenziale valorizzazione e può diventare un fattore di crescita per l’economia. Con la fine del secolo scorso, si è conclusa l’epoca dello sfruttamento dei giacimenti minerari, lasciando sul territorio un’ampia e diffusa articolazione di testimonianze legate alle attività minerarie che rappresentano un patrimonio di archeologia industriale e di paesaggi unici. Matura dunque la consapevolezza della necessità di mantenere viva la testimonianza della cultura e della storia delle attività relative allo sfruttamento geominerario e, pertanto, tale specifica sensibilità volta ad apprezzare e sostenere ogni esperienza, determina come diretta conseguenza un turismo di qualità, consapevole e culturalmente preparato.

E’ utile verificare nel territorio di riferimento ulteriori potenzialità di sviluppo con particolare attenzione alla conoscenza del patrimonio minore, suscettibile di rientrare in progetti strategici, anche di livello regionale e nazionale, legati alle tematiche del turismo lento e della sostenibilità ambientale.