Cinema e letteratura, nuove frontiere del turismo

Di Alessandro Bencivenga

Si chiamano “cineturismo” e “turismo letterario” e potrebbero essere una delle tante nuove frontiere del turismo nella nostra regione e in particolare nelle aree interne: sono declinazioni più o meno recenti di un bisogno atavico dell’uomo, quello di viaggiare per scoprire nuovi luoghi e vivere esperienze diverse dal quotidiano. In questo caso (ri-)vivere certe esperienze, visto che un cineturista o un turista letterario unisce all’innata attitudine al viaggio anche una specifica passione per il cinema e/o la letteratura e dunque parte anche mosso dal desiderio di vedere coi propri occhi quei luoghi che hanno fatto da sfondo ad un film o che ha solo immaginato leggendo.

Non a caso sono nati siti specifici per guidare i neofiti nell’organizzazione di un viaggio tematico o anche solo per saperne di più (a mo’ di esempio: www.cineturismo.it e www.turismoletterario.com), che spesso rimandano ad altri siti specifici per ogni singola location o per ambiti territoriali omogenei. Per il cosiddetto turismo letterario, poi, esistono anche infrastrutture materiali che possono accogliere il visitatore e guidarlo in un percorso di conoscenza di uno o più autori, cui esse sono dedicate: sono i cosiddetti “Parchi Letterari” (www.parchiletterari.com), una realtà ormai consolidata e in costante crescita, da qualche anno sotto l’egida della Società Dante Alighieri (www.ladante.it), l’istituzione culturale italiana più nota al mondo, che ha come scopo primario quello di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana negli altri Paesi.

Nella nostra regione, allo stato attuale, esiste un solo Parco Letterario, quello dedicato a Gabriele d’Annunzio ad Anversa degli Abruzzi, dove il Vate ambientò una delle sue tragedie più note, La fiaccola sotto il moggio; questa infatti è una delle caratteristiche di questi parchi tematici, che possono sorgere o nel luogo in cui l’autore è nato e/o vissuto, oppure nel territorio in cui è stata ambientata una o più opere della sua produzione. Al momento sono in fase di istituzione altri due parchi in Abruzzo, entrambi nelle aree interne: il Parco Letterario “Ignazio Silone” a Pescina e il Parco Letterario dedicato ad Ovidio a Sulmona; sarebbe auspicabile, però, che venissero istituiti anche il Parco Letterario “Benedetto Croce” a Pescasseroli e il Parco Letterario “Sallustio” all’Aquila, in modo da poter creare una piccola rete di parchi tematici, che possano rendere conto della cultura abruzzese nel corso dei secoli.

Altrettanto dicasi per il cineturismo, che nella nostra regione è un fenomeno ancora limitato ma dalle grandissime potenzialità: questo è tanto più vero se si considera che ancora oggi, a distanza di 26 anni dall’uscita al cinema, c’è gente che arriva a Sulmona con il desiderio di vedere i luoghi resi immortali dal maestro Mario Monicelli nel film del 1992 Parenti serpenti, ambientato proprio nella città ovidiana. Lo stesso fenomeno si verifica, per esempio, anche per Rocca Calascio, dove nel 1985 fu girata parte del lungometraggio italo-statunitense Ladyhawke e, in tempi recentissimi, per il castello di Roccascalegna in provincia di Chieti, dove appena tre anni fa furono ambientate alcune scene del film di Matteo Garrone Il racconto dei racconti – Tale of Tales (2015).

In conclusione, dobbiamo essere consapevoli di vivere in una terra bellissima e ricca di giacimenti culturali di vario genere, che va però presentata nel modo migliore possibile a tutti quei visitatori che la scelgono per trascorrere dei giorni di vacanza; un valido modo potrebbe essere proporre non solo i consueti percorsi turistici, ma anche nuove chiavi di lettura del territorio, magari attraverso la lente del cinema o della letteratura, come in questo caso, al fine di attrarre un numero sempre crescente di turisti e quindi di creare nuove opportunità di lavoro per i tanti giovani che vivono in questa regione e che hanno il sacrosanto diritto di continuare a viverci.