Le specie animali che, dall’origine della vita sulla Terra ad oggi, hanno popolato il pianeta sono vissute in media quattro milioni di anni. La nostra specie, autoproclamatasi con un po’ di arroganza “uomo sapiente”, esiste da appena 300mila anni, eppure sembra destinata a scomparire ben prima dei quattro milioni di anni “pattuiti”.

L’ overshoot day è un giorno stabilito secondo delle statistiche, che viene contrassegnato come  il momento esatto in cui l’uomo finisce le risorse annuali che la terra può offrire.Negli ultimi anni questo overshoot day è diventato sempre più presente nelle testate giornalistiche anche sui canali d’informazione più conosciuti.Prima di tutto un’ accenno scientifico al calcolo per determinare la data del Earth Overshoot Day per ogni anno: la Global Footprint Network calcola il numero di giorni di quell’anno nei quali  la biocapacità della Terra è sufficiente per fornire la soglia  ecologica dell’umanità. Il resto dell’anno corrisponde al superamento globale di questa soglia. L’ Earth Overshoot Day viene calcolato dividendo la biocapacità del pianeta (la quantità di risorse ecologiche che la Terra è in grado di generare quell’anno), per la richiesta ecologica dell’umanità (la domanda dell’umanità per quell’anno) e moltiplicando per 365, il numero di giorni in un anno.

La Global Footprint Network è l’associazione no profit che dal 1970 si occupa del calcolo e aggiornamento dell’Overshoot day; il primo calcolo  avvene nel 1971 un’anno dopo la  fondazione di questa associazione; ricadde il 21 dicembre di quell’anno, senza ombra di dubbio una data di certo molto confortante.

Negli anni con lo sfruttamento smoderato delle materie prime ricavate dalla Terra l’ Overshoot day nel 2019 è caduto il 29 luglio, una data incredibilmente molto distante rispetto al primo calcolo ed è decisiamente preoccupante, ormai anche da come insegna la sempre più citata Greta Thunberg non è più il momento di stare a guardare questa situazione senza muovere un dito.

L’ Overshoot day è sconosciuto ai molti perchè non è un giorno che possa preoccupare, dato che non coincide con l’aumento della desertificazione di una determinata area o il prosciugamento di un determinato lago, ma è un giorno fondamentale che serve all’umanità per comprendere al meglio che il pianeta Terra non riesce più a sopportare uno sfruttamento così esagerato, bisogna pensare che nel 2019 per sostenere al meglio la richiesta di risorse servirebbero 1.72 pianeta Terra,un dato allarmante, ed ovviamente ad oggi non abbiamo ancora a disposizione un secondo pianeta di cui poter sfruttare le risorse dato che ancora non è stato coperto un pianeta che soddifsfi tutte le variabili e  le condizioni che possono supportare la vita.

Un modo per cambiare esiste è parte dal nostro piccolo, parte dall’eseguire una raccolta differenziata che sia giusta quindi con più attenzione, deve crescere dentro tutti noi una certa salvaguardia di come sfruttiamo le risorse del nostro pianeta, sopratutto cambiando l’opinione pubblica sul cambiamento climatico e su questo non troppo conosciuto Overshoot Day, dato che molti esponenti politici considerano questo momento storico in maniera indifferente per quanto riguarda il clima, non pensando a come una visione così ristretta e indifferente potrebbe portare a momenti ben peggiori per il nostro pianeta, infatti è accaduto proprio nel recente che il presidente degli Stati Uniti  Donald Trump ha deciso di non accettare più il trattato di Parigi, il quale  regolava le emissione nocive delle fabbriche  che si trovano sul suolo Americano, abbassando ancora di più la possibilità di cambiamento della preoccupante situazione che sta peggiorando ogni giorno di più.

Le risorse del nostro pianeta diminuendo  ogni anno, stanno portando le varie associazioni che si occcupano del controllo ambientale a fissare una determinata “data X” in cui le risorse non basteranno più, l’anno in cui arriverà il punto di non ritorno è il 2050, stiamo parlando di un massimo di 20 anni per sconvolgere le nostre abitudini  un numero di certo non confortante e deve preoccuparci e non poco, e andando avanti negli anni sono previsti Overshoot sempre più “corti” si potrebbe anche arrivare  ad usufruire del doppio delle risorse che la terra potrebbe darci possiamo pensare appunto che in quest’anno abbiamo utilizzato 1.72 pianeti. Il cambiamento può avvenire infatti negli anni è nato anche una campagna social chiamata MOVE THE DATE. L’obiettivo per fermare questa erosione di risorse è spostare la data in avanti di 5 giorni ogni anno. Se ci riuscissimo, prima del 2050 arriveremmo a consumare le risorse di una Terra soltanto (e non di quasi due). Per esempio, dimezzando le emissioni di CO2 da combustibili fossili sposteremmo in avanti la data dell’Overshoot Day di 93 giorni. Sostituire il 50% di consumo di carne con una dieta vegetariana, ci farebbe guadagnare altri 15 giorni sull’Overshoot Day (di questi, 10 giorni dipenderebbero dalla riduzione delle emissioni di metano dagli allevamenti).

Oltre alla consueta campagna social #MoveTheDate, quest’anno il Global Footprint Network ha lanciato la versione beta di una #MoveTheDate Solutions Map, dove gli utenti possono caricare e localizzare le soluzioni sostenibili per farle conoscere agli altri. Questa collaborazione potrebbe facilitare la nascita di progetti volti al risparmio di risorse nel mondo reale. Un altro strumento che tutti possiamo utilizzare è il Footprint calculator, il calcolatore dell’impronta ecologica, per capire quanto possiamo migliorare del nostro stile di vita. Rispetto alla media mondiale, in Italia c’è davvero molto da fare: se tutti i terrestri seguissero il nostro stile di vita avremmo bisogno delle risorse di 2,72 Terre.

Di Dario Bellanima