Il compito di amministratore della Cosa Pubblica, per sua natura intrinseca foriero di responsabilità e gravato da notevole impegno morale e civile, negli ultimi anni, a causa della percezione negativa, da parte di segmenti della pubblica opinione, del ruolo e dell’operato di coloro che rivestono compiti di amministrazione e di governo, necessita di un “cambio di passo” compatibile con le nuove modalità di rapporto tra cittadino e governante.

 

La quotidianità di un Amministratore, soprattutto riguardo colui che presta il suo servizio all’interno di piccole realtà locali, è, per usare una metafora legata al mondo del trekking e dell’escursionismo, piena di ascese e discese, di asperità e soddisfazioni, in cui la dimensione individuale si amplifica e risuona nell’ambiente circostante composto da persone e Istituzioni, con le quali è necessario intraprendere un interscambio comunicativo ed operativo che abbia come fine ultimo la sana e corretta gestione della Res Publica.

E come in ogni viaggio che si rispetti è necessario portare con sé uno zaino, in questo caso pieno di responsabilità, le quali possono rappresentare sia un fardello che il necessario nutrimento e sostentamento per l’azione politica e sociale dell’Amministratore.

 

Il progresso nelle comunicazioni e nell’accesso alle informazioni ha cambiato radicalmente il modo che i cittadini hanno di percepire l’operato di coloro che li rappresentano ed ha stimolato l’accorciarsi del tempo giudicato corretto per la risposta alle istanze che a questi vengono sottoposte.

I decision maker sono costantemente esposti ad un flusso massivo di informazioni in entrata ed a richieste che è necessario filtrare ma dalle quali non si può derogare ed a cui bisogna dare risposta in tempi celeri.

Una prima grossa responsabilità è quindi quella della risposta alle richieste che provengono da altre Istituzioni ma soprattutto dai cittadini, che sono i soggetti più direttamente interessati dall’operato dell’Amministratore.

Nell’ottica della prima menzionata gestione sana della Cosa Pubblica il lavoro dell’Amministratore deve necessariamente partire dalla valutazione riguardo la compatibilità tra i desideri che emergono dal processo di interlocuzione con le finalità che potremmo definire super partes, che riguardano cioè l’Ente amministrato ed i cittadini nella accezione più inclusiva possibile, e con gli obiettivi politici che, legittimamente, ogni gruppo organizzato ed ogni rappresentante eletto persegue.

Continuando nella metafora, l’Amministratore deve comportarsi come il capo cordata in una ascesa, che ha il compito di scegliere la strada facendosi carico delle proprie responsabilità, decidendo quale sia il percorso più adatto al gruppo di persone che “amministra”, con le quali ha un rapporto comunicativo costante, sia ascoltando consigli e suggerimenti sia chiedendo l’assunzione di determinati comportamenti e, se necessario, impartendo ordini. Questo perché si è tutti legati a vicenda e sia l’errata valutazione del “conducente” sia un comportamento inappropriato da parte del “condotto” può determinare una situazione di difficoltà, se non di pericolo, per l’intero gruppo.

 

E nell’attività amministrativa non basta fare ma è necessario comunicare, con la giusta tempistica, ciò che si è fatto e soprattutto quello che non si è stati in grado di fare.

Amministrare vuol dire non nascondersi dietro un dito in caso di ritardi o di insuccessi, vuol dire adoperarsi per un rapporto trasparente, responsabile ed inclusivo con tutti i soggetti interessati dall’operare pubblico, occupandosi trasversalmente di svariati ambiti operativi e problematiche in contemporanea.

 

Però, pur nella rapidità che il nostro tempo reclama, non bisogna cedere all’ossessione dell’hic et nunc, il qui e adesso, che porta ad un atteggiamento miope in quanto massimizza i risultati a breve termine tralasciando le conseguenze nel lungo periodo. L’attrazione del consenso facile ed immediato non deve fare breccia in un amministratore accorto e lungimirante, perché, pur se non esplicitamente citato nei programmi elettorali, l’obiettivo di una amministrazione sana deve essere quello di migliorare la vita dei cittadini in maniera strutturale, con una particolare attenzione alle fasce più deboli ed alle generazioni future.

 

Queste responsabilità, quindi, non devono tanto rappresentare solamente un vincolo per un bravo amministratore ma devono essere il pane quotidiano del quale la sua azione politica e la sua funzione di governo devono nutrirsi, in quanto senza l’accettazione della responsabilità nei confronti del prossimo non si costruiscono azioni capaci di generare valore per la comunità in modo armonioso e diffuso.

Di Domenico Ciccone