Conoscere i tanti fatti che hanno reso gloriosa la propria terra non è mai inutile, per questo, riesumare la vita passata di un piccolo paesino marsicano come Trasacco, di cui noi stessi cittadini ne siamo i custodi, è senza dubbio il modo più giusto per vivere e godere di quel passato. Trasacco, piccolo centro della Conca del Fucino, che vanta oggi poco più di 6000 abitanti, un tempo situato presso la riva del lago omonimo, sorse, secondo gli storici in epoca della Roma Repubblicana sul posto dell’antica Supinum. Il toponimo “ trans aquas” “oltre le acque” , ha in sé la visione sconfinata del non avere confini, della grandezza territoriale, tanto che il lago che la bagnava, era, ai tempi che anticipavano il prosciugamento, il terzo più grande d’Italia.  Paese della Valle Transaquana , che anticamente comprendeva i centri di Trasacco, Collelongo e Villavallelonga, vanta antiche tradizioni e scorci medievali architettonici meravigliosi. Trasacco, il cui centro, fino alla fine del XVII secolo, era contenuto nel perimetro delle mura medievali, di cui tutt’oggi ne rimangono resti, che rievocano, seppur nella loro esiguità , la necessità di protezione, era delimitato ad Ovest dal torrente Fondone, a Nord dal Fucino e ad Est da una voragine che, sotto l’antica Torre dei Febonio, che tutt’oggi fa da padrona incontrastata su tutto il paese, formava un laghetto naturale. La torre, difatti, sorveglia sulla cittadina e ne è il più noto elemento di riconoscimento. Sopravvissuta agli eventi bellici e soprattutto al sisma del 1915, presenta una struttura del tutto singolare. Se la parte sottostante, datata intorno al XII secolo, è stata realizzata con grandi pietre angolari e con una peculiare merlatura, la sopraelevazione è a pianta circolare con coronamento a mensole triple, tipica del periodo rinascimentale. Questa evoluzione di tipologie dimostra l’avanzamento di tecniche di attacco e di difesa. Posta lungo le sponde del Fucino, la Torre,  appartenne ai conti Berardi dei Marsi, nel 1187 passò al conte Ruggero d’Albe. Sembra che sia appartenuta, nel corso del XVI secolo ai Febonio, dalla cui ultima e lunga appartenenza, la nota nomenclatura di oggi. Sicuramente utilizzata come punto di osservazione del lago del Fucino e come punto strategico di difesa territoriale, la torre” Muzio Febonio”,  (che fu abate del paese per ben 17 anni) , alta 27,50 metri, a pianta quadrata, con la parte terminale a forma cilindrica, è stata innalzata in tre epoche diverse, come chiaramente attestano le tre tecniche differenti di muratura. La prima struttura di base, che si erige per circa un terzo dell’intera altezza della torre, ancora oggi chiaramente individuabile ad occhio nudo, con feritoie semplici architravate, dalla tecnica muraria più grossolana, è da rinviare  all’ epoca romana, quando, l’imperatore Claudio Nerone, venuto a Trasacco per tentare il primo prosciugamento del lago del Fucino,  trasformò, il piccolo Oppido, a palazzo imperiale. La parte mediana, caratterizzata da una cortina a blocchetti squadrati, dalle aperture bifore, dai merli rettangolari impostati a filo e dalla garitta (forse latrina) a sbalzo sul lato sud, si fa risalire a prima della fine dell’anno Mille. L’ultima parte a forma cilindrica, poggiante su tutta la struttura sottostante a forma di parallelepipedo, con apparato a sporgere, dotato di beccatelli a mensoloni ed archetti archiacuti presenti nelle architetture difensive rinascimentali delle rocche degli Orsini, Colonna e Piccolomini della Marsica, è senz’ altro posteriore al sec. XIV. Interessante un passo del Febonio in cui si viene a conoscenza di una nota credenza popolare per la quale lo stesso Claudio, rivestito delle insegne imperiali, assistesse dal luogo che aveva scelto come sua residenza, non lontano dal quale la moglie Agrippina , vestita di gemme dorate, risiedeva nella Torre quadrata che sorgeva fuori la fortificazione del Castello di Trasacco. Se la Torre dei Febonio fa da scorcio alla piccola cittadina marsicana, la Basilica dei Santi Cesidio e Rufino, è la rappresentante massima di una fede cristiana antica tanto quanto antica fu la prima apparizione del cristianesimo nel piccolo paesino di Trasacco, che difatti vanta la prima attestazione del Cristianesimo in tutta la Marsica. La Basilica, di epoca paleocristiana, nella sua maestosa imponenza, sorgeva nell’area del teatro e anfiteatro romano, con i pilastri poggianti su spettacolari colonne scannellate, inizialmente e senza ragione ricoperte dal cemento, e poi ritornate fortunatamente alla luce durante i restauri del 1968, vanta la presenza di catacombe, la cui importanza, può essere legittimamente ritenuta seconda a quelle della potente Roma.Aggirarsi per le oscure navate ci permette di rivivere l’atmosfera dei primi cristiani, di rivivere le figure dei Martiri Cesidio e Rufino che addottrinano i convertiti e incoraggiano i fedeli alla prova del martirio. Una Basilica, quella di Trasacco, che attrae a se molti fedeli, spinti dalla fama dei miracoli di San Cesidio e che conserva tesori di architettura, pittura e scultura. Oggetto di forte interesse archeologico e non solo, è la forma strana che vanta il campanile, che nella struttura come ora si presenta, è più unica che rara. Costruito a forma piramidale, il campanile, servì inizialmente a richiamare i fedeli , sparsi nella circostante campagna, in Chiesa. Il campanile trasaccano va annoverato tra quelli di influsso arabo-normanno, arte presente anche all’interno della Basilica stessa. L’opera più rappresentativa della Basilica è l’edicola che si ammira nell’Oratorio, al centro dell’antica cantoria, tra i due archi che immettono al corpo della Basilica. La primitiva forma della chiesa era in senso trasversale a quella attuale: la porta centrale ed unica era quella che oggi è chiamata “ Porta degli uomini” e l’altare era situato sotto il secondo arco romano al centro dei tre archi. Solo dopo la fine delle persecuzioni , i fedeli , poterono apportare modifiche alla Basilica, aggiungendovi due navate centrali dal carattere orientale. Vero gioiello è la cappella del Santo Patrono. Divisa in tre piani distinti, il tema principale è la manifestazione della potenza dello Spirito.Esaminando il piano centrale della complessa pittura si può ben dire  che essa è costituita da sei riquadri in cui vengono esaminati i miracoli e gli eventi più importanti della vita del Santo, un Santo che vanta tutt’oggi forte interesse.