La Marsica è una piana agricola della grandezza di 1 905,77 km quadrati,da molti paesi più importanti sotto l’aspetto della lavorazione dei prodotti agricoli sono :Avezzano  San Benedetto dei Marsi, Trasacco, Luco dei Marsi.
La nostra zona  ai tempi dei romani era abitata dai Marsi, popolo da cui deriva anche il nome dell’area.Colonizzati dai romani dopo estenuanti battaglie riuscirono ad annetteeli al loro impero anche se questo popolo era   conosciuto per la sua bravura in battaglia.Una citazione molto importante riguardante i marsi e la famosa  frase di Appiano d’Alessandria

“Nec sine Marsis nec contra Marsos thriumpari posse”. La presenza  dei romani nella Marsica  è contraddistinta da molte opere che sono state ritrovate ai giorni nostri,tra le quali molte ville romane, l’ultima che si ricordi è stata la villa romana trovata durante la costruzione del Centro Commerciale “i Marsi”.

 

 

Fig 1.1 Particolare della villa romana ritrovata nei pressi de “I Marsi”

 

Ci sono tantissime altre tracce del passaggio dei romani, forse una delle tracce più evidenti sono senza dubbio i conucoli di Claudio.Questi sono  collocati tra Avezzano e Capistrello.E un’opera idraulica, costituita da un lungo canale sotterraneo, sei cunicoli e trentadue pozzi, che l’imperatore Claudio fece costruire tra il 41 e il 52 d.C.per prosciugare il lago Fucino con lo scopo di salvaguardare i paesi marsicani dalle inondazioni o dalle malsane secche e rendere i terreni emersi coltivabili.L’ impresa dell’imperatore fallì, infatti il lago non venne prosciugato e la marsica rimase una terra divisa da questo immenso lago, che infatti dobbiamo ricordare come terzo lago più grande d’Italia. Il prosciugamento del lago Fucino è stato sempre al centro delle cronache riguardanti Marsica, ma il primo che se ne occupò con maggiore attenzione fu il principe Alessandro Torlonia, venne nominato Principe del Fucino proprio per questa impresa titanica. Il 26 aprile 1852, con  Regio Decreto Borbonico,  fu accordata la concessione dello spurgo e della restaurazione del canale claudiano  nel tentativo di riottenere il prosciugamento del Fucino. Il compenso era in parte costituito dai terreni del bacino lacustre che si sarebbe prosciugato.Avendo la società necessità di nuovi fondi, e poiché tutti si tirarono indietro, Torlonia ne acquistò le azioni diventando unico proprietario. Successivamente però, nel 1863, dovette chiudere la sua banca.I lavori per il prosciugamento iniziarono il 15 febbraio 1854 sotto la direzione dell’ingegnere De Montricher, morto nel 1858. E sono proseguiti dall’ingegnere Henry Samuel Bermont, al quale nel 1869 successe l’ingegner Alexandre Brisse che li portò a termine, insieme alle prime opere di bonifica, nel 1877. Il prosciugamento del lago Fucino fu ufficialmente dichiarato il 1º ottobre 1878. Una volta prosciugato, il bacino doveva essere reso coltivabile e abitabile. Per tale motivo furono realizzate arterie stradali e costruite case e fattorie. Una strada di 52 chilometri, la Circonfucense, ruota attorno alla piana che è attraversata da 46 strade rettilinee, parallele e perpendicolari, per una rete stradale pari a circa 272 chilometri. Oltre ai 24 milioni di lire spesi per il solo prosciugamento, quindi, ne vennero impiegati altri 19.

Fig 1.2 Copertina del Libro “Fontamara”

 

Dopo questo evento titanico l’area diventa completamente coltivabile e porta molti guadagni ed uno sblocco dell’economia non indifferente, portando anche alla nascita dei primi latifondisti, questa realta fù protagonista del romanzo scritto da Ignazio Silone dal titolo “Fontamara”.Il libro che racconta della ruralità in questo paese contandino immaginario, dove l’unico guadagno viene proprio dalle terre di Fucino, con il racconto dell’invasione fascista in questo piccolo paese. Una delle citazioni più famose è senza dubbio la seguente «In capo a tutti c’è Dio, padrone del cielo.Questo ognuno lo sa. Poi viene il principe Torlonia, padrone della terra.Poi vengono le guardie del principe.Poi vengono i cani delle guardie del principe.Poi, nulla. Poi, ancora nulla.Poi, ancora nulla.Poi vengono i cafoni.E si può dire ch’è finito.»

fig 1.1 Fonte Marsica Live

fig 1.2 Fonte Silone.it

Di Dario Bellanima