Con la legge Barca il 31 agosto 2012 termina lo stato di emergenza dichiarato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 6 aprile 2009 ed inizia un percorso di ricostruzione organica che oggi, a dieci anni dal sisma è ancora a metà del percorso.

Viene istituito l’Ufficio Speciale del cratere, costituito dai 56 comuni che hanno avuto danni da terremoto ad esclusione del comune di l’Aquila a cui viene riconosciuta una distinta struttura organizzativa.

L’Ufficio Speciale (U.S.R.C.) con sede nel Comune di Fossa, è stato costituito per coordinare gli otto uffici territoriali (U.T.R.) delle aree omogenee in cui è stato suddiviso l’intero cratere sismico. A capo dell’ufficio è stato individuato un responsabile (Titolare) nominato dal Presidente del Consiglio dei ministri previa intesa con il Ministro per la coesione territoriale, con il Ministro dell’economia e delle finanze, con i Presidenti della Regione Abruzzo e delle provincie di L’Aquila, di Pescara e di Teramo e con il coordinatore individuato dai 56 Sindaci del cratere. La dotazione di risorse strumentali e umane degli Uffici speciali, è stata stabilita in 50 unità di cui, 25 unità a tempo determinato.

Inoltre i Comuni del cratere sono stati autorizzati ad assumere a tempo indeterminato, 72 unità  da assegnare agli uffici territoriali (U.T.R.), delle singole aree omogenee. Dal 2021 il personale eventualmente risultante in soprannumero dovrà essere assorbito secondo le procedure vigenti.

l’obiettivo prioritario della legge era quello di far rientrare la popolazione nelle abitazioni attraverso la ricostruzione e il recupero, con miglioramento sismico gli edifici privati residenziali, con priorità per quelli destinati ad abitazione principale, insieme con le opere di urbanizzazione primaria e secondaria, oltre agli edifici pubblici o di uso pubblico, con priorità per gli edifici strategici, tenendo ben presente la necessità di sostenere ed incentivare la ripresa socio-economica dell’intero territorio.

A sostegno di tali obiettivi sono state previste dotazioni economiche di circa un miliardo di euro l’anno fino al 2020 ripartito per il 63% a favore della ricostruzione privata del Comune di L’Aquila ed il 37% a favore della ricostruzione privata dei 56 Comuni del cratere sismico, mentre gli interventi a sostegno delle attività produttive e della ricerca sono state individuate in una quota pari al 4% del miliardo di euro destinato alla ricostruzione privata.

A dieci anni dal sisma e a 7 dalla Legge Barca molti passi avanti sono stati fatti, la ricostruzione è stata avviata, gli importi preventivati dai Piani di Ricostruzione delle 8 Aree Omogenee ammontano ad € 3.087.743.761, ad oggi sono stati presentati progetti per la ricostruzione pari ad € 1.974.109.141 mentre sono stai ammessi a contributo progetti pari per € 934.273.401 di cui 351.346.885 euro per progetti approvati solo per l’Area Omogenea n.8, territorio a cui è stato certificato il maggior danno da terremoto. La ricostruzione pubblica ha previsto n.162 interventi distribuiti in 55 comuni per un importo totale di € 61.235.649,46 mentre per l’edilizia scolastica sono state impegnate somme per € 96.057.257,63 distribuite in 65 comuni, alcuni anche fuori cratere, distribuiti per l’adeguamento sismico o la costruzione ex novo di 97 scuole.

In questi anni di gestione post-terremto, si sono affrontate e risolte numerose problematiche, nello stesso tempo però, una normativa in continua evoluzione (un esempio per tutti la legge che regolamenta l’attività del genio civile) ed una gestione politica del tavolo di coordinamento dei Sindaci, hanno portato ad una dilatazione dei tempi di attuazione dei processi di ricostruzione con la conseguenza principale di aver generato un cortocircuito sociale ed economico. Spesso le famiglie si sono trovate a dover decidere del loro futuro senza poter attendere di rientrare nella loro abitazione o di veder riattivata la loro attività economica pre-terremoto. Dove la ricostruzione avanza, sta restituendo borghi splendidi, migliorando sia la sicurezza, la vivibilità che la sostenibilità ambientale per mezzo degli adeguamenti termici. La Legge Barca ha istituito gli uffici per la ricostruzione, con l’obiettivo di creare una struttura di coordinamento e di controllo delle attività per la ricostruzione. Tale ufficio doveva attuare procedure veloci e snelle, utilizzando il criterio ineccepibile della rilevanza del danno, per ridare funzionalità e futuro ai luoghi maggiormente danneggiati dal terremoto. In questi sette anni i Sindaci rappresentanti le aree omogenee in accordo con il vecchio Titolare dell’Ufficio hanno fatto la scelta di mediare le diverse posizioni socio-politiche attenuando gli scopi prefissati dalla legge e disattendendo soprattutto le esigenze delle comunità più colpite dall’evento sismico. Tali scelte hanno condizionato ancor di più la mancata ripresa socio-economica del cratere poiché non si sono sapute individuare in tempi brevi le misure e gli indirizzi generali, per poter attribuire e ripartire le risorse derivati dal 4% riservate al rilancio socio-economico. Ad oggi si assiste ad un ripristino a diverse velocità che vede in netta difficoltà l’area omogenea n.8 se pur con il maggior numero dei cantieri avviati, questo a causa della concentrazione del 70% del danno dell’intero cratere sismico nell’area n.8. La causa principale è dovuta dalla dotazione organica dell’U.T.R. n.8 simile a quella delle altre aree omogenee. inoltre le linee di indirizzo sono uguali per tutti, e non contemplano viceversa, la possibilità di intervenire su necessità e priorità diverse individuabili tra le diverse aree omogenee. A oggi il nuovo Titolare dell’ufficio sta cercando di risolvere i problemi che ci trasciniamo dal passato, però l’attività degli uffici potrebbe avere un’ulteriore battuta d’arresto, poiché vi è in atto una vertenza dovuta dalla diversa contrattualizzazione a cui sono sottoposti i vari dipendenti, posizioni lavorative e responsabilità da rivedere che rischiano di rallentare ulteriormente il processo di ricostruzione.

Questa situazione così complessa rischia di rendere vani, tutti gli sforzi fatti per una ricostruzione che non da dignità e prospettiva a tutte quelle famiglie ed attività economiche che avevano bisogno risposte veloci